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Palazzo Reale- Torino-2022-2° PIANO – Appartamento dei Principi di Piemonte

Palazzo Reale- Torino-2022-2° PIANO – Appartamento dei Principi di Piemonte

Palazzo Reale- Torino-2022-2° PIANO – Appartamento dei Principi di Piemonte

INTRODUZIONE

Dame e damigelle di “Madama Reale” hanno abitato nella seconda metà del ‘600 l’appartamento  ed è stato decorato solo in parte.

Nella prima metà del ‘700 a Palazzo Reale in occasione delle nozze dell’erede al trono ha preso l’avvio la tradizione di far abbellire l’appartamento dal primo architetto di corte.

Da qui il nome di “Appartamento Nuziale”.

Rispetto alle riqualificazioni operate da Filippo Juvarra per il futuro re di Sardegna Carlo Emanuele III, che ormai non si notano più, ad eccezione della Scala delle Forbici.

Sono ancora visibili gli interventi che Benedetto Alfieri ha eseguito per il matrimonio del Duca di Savoia “Vittorio Amedeo III” con Maria Antonia Ferdinanda di Borbone Spagna.E’ stato celebrato nel 1750.

Sono delle parti di edificio, affacciate sul cortile interno e lungo i giardini, che in seguito furono modificate per farne l’appartamento nuziale di Carlo Emanuele IV e Maria Clotilde di Francia, sposi nel 1775.

Per i Duchi d’Aosta Vittorio Emanuele I e Maria Teresa d’Amburgo Este,sono state preparate le sale poste nel torrione nord-est ,fino ad allora utilizzate dalle Principesse, in occasione delle nozze che sono state celebrate nel 1789.

Pelagio Palagi ha diretto l’ultimo intervento significativo per l’erede al trono “Vittorio Emanuele II”, figlio di Carlo Alberto e futuro Re d’Italia, per le nozze con Maria Adelaide d’Amburgo, che sono state celebrate nel 1842.

La Principessa Maria José del Belgio, moglie del Principe di Piemonte Umberto futuro re d’Italia nel maggio 1946, ha abitato nello stesso appartamento tra il 1930 e il 1933.

Ambienti

Secondo il cerimoniale delle corti europee seicentesche, la distribuzione degli ambienti riservati ai sovrani è impostata rispettando le rispettive funzioni pubbliche.

Sono individuate nelle prime tre anticamere, nelle sale di parata e di udienza, e quelle a carattere privato, dal gabinetto da lavoro o studio fino alla camera da letto.

Gli sposi disponevano ciascuno di un appartamento con ingresso separato a partire dalla terza anticamera: l’uno maschile, esposto sul cortile e i giardini, l’altro femminile. orientato verso la piazza.

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PRIMA ANTICAMERA

Denominata Sala delle Guardie del Corpo, dal nome dell’ordine militare che sorvegliava la Sala, è la prima di tre anticamere destinate agli ospiti che erano in attesa di essere ammessi agli appartamenti principeschi.

 Per il matrimonio fra Vittorio Emanuele e Maria Adelaide, celebrato nel 1842, il soffitto è stato abbellito su disegno del pittore Pelagio Palagi, con il simbolo araldico dell’aquila sabauda dalle ali aperte e scudo crociato.

Alcune tracce degli abbellimenti del ‘700, restano: i puttini sul soffitto recentemente restaurati, gli splendidi arazzi alle pareti che appartengono alla serie delle Storie di Diana, sono stati realizzati nel 1619 dal maestro arazziere De Maecht, (del quale è visibile il monogramma) e da Dubruil Toussent.

 

 SECONDA ANTICAMERA

Detta Sala degli Staffieri, la camera ha sul soffitto un dipinto che Pelagio Palagi ha  eseguito nella prima metà del XIX secolo.

Alle pareti ci sono arazzi opere del che il maestro Jan Van Leefdael, ha dedicato alle Storie di Achille, che il Duca di Savoia Carlo Emanuele II ha  voluto, per le sue nozze con Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours.

Tra gli arredi,vasi e bauli-scrigno in lacca orientale.

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TERZA ANTICAMERA

Detta Sala dei Paggi in quanto riservata ai valletti di corte di casta nobiliare, ha ancora sul soffitto la decorazione settecentesca. Le porte vengono dal Castello di Moncalieri e  sono giunte nel Palazzo Reale per volontà del Principe Umberto.

Alle pareti arazzi francesi dalla serie delle “Usanze Cinesi”, opere che i maestri arazzieri Nicolas Besnier e Jean Baptiste Oudry hanno eseguito tra il 1748 e il 1750.

Filippo di Borbone li ha acquistati, provengono dalla Reggia di Colorno presso Parma.
Splendido il tavolo con la mensola dedicata alla cartografia dell’Assedio di Torino del 1706.

Palazzo Reale- Torino-2022-2° PIANO – Appartamento dei Principi di Piemonte          SALA DA BALLO

Il Principe Umberto ha utilizzato la sala che ha mantenuto dei tratti conferiti da Benedetto Alfieri alla metà del ‘700 per le nozze di Vittorio Amedeo III e Maria Antonia Ferdinanda. 

Sotto la direzione di Pelagio Palagi è stato realizzato il motivo ornamentale del soffitto nell’800.

Ci sono le specchiere con ritratti dei sovrani che abitarono l’appartamento:

 Vittorio Amedeo III, la consorte Maria Antonia Ferdinanda, Carlo Emanuele III e Polissena d’Assia, sua seconda moglie.

Alle pareti arazzi della Manifattura Parigina dalla serie “Storie di Don Chisciotte” che l’arazziere Michele Audran ha eseguito. La serie è composta da dodici pezzi e proviene dalla Reggia di Colorno presso Parma.

PICCOLA GALLERIA DEL BEAUMONT

Questo corridoio introduce all’appartamento dei Duchi d’Aosta.

È chiamato Piccola Galleria del Beaumont per la presenza alle pareti di arazzi che  il pittore Claudio Francesco Beaumont ha realizzato.

Dopo queste sale inizia ora il percorso attraverso l’appartamento dei Duchi d’Aosta.

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SALA DA PRANZO

Chiamata prima “Sala da Parata” del Duca d’Aosta Vittorio Emanuele poi detta “Sala degli Staffieri” dell’Appartamento dei Principi, è diventata “Sala da Pranzo” per volontà del principe Umberto.

Conserva le decorazioni, completate sotto la direzione dell’architetto Giuseppe Battista Piacenza, che  Vittorio Amedeo III  ha voluto,(raffigurato sulla specchiera tra le finestre).

Alle pareti due arazzi della serie ‘Storie di Don Chisciotte’ presenti anche in altre sale del percorso.

SALA ROSSA VERSO IL CORTILE

Degli architetti Giuseppe Battista Piacenza e Carlo Randoni è il progetto del Gabinetto d’Udienza del Duca d’Aosta

La sala fu completata nel 1789, data a cui risalgono le decorazioni di legno, il camino, le quattro sovrapporte e il dipinto del soffitto (che raffigura l’Allegoria della casa dinastica dei Savoia) è opera di Rocco Comaneddi.

La sala è stata poi utilizzata come camera da letto dell’appartamento dei Principi fino agli anni Venti del ‘900 quando diventò un salotto per il Principe Umberto.
Di Francesco Demignot sono gli arazzi.

SALA D’ANGOLO DI PASSAGGIO

La sala ha l’aspetto attuale dagli anni Venti del ‘900, per volontà del Principe Umberto che vi ha fatto mettere la maggior parte dei dipinti.

Carlo Emanuele III ha commissionato le tele ai pittori fiamminghi Giacinto La Pegna e Giovanni Pietro Verdussen, per celebrare le proprie glorie militari.

Esposti nella Galleria delle Battaglie, appositamente realizzata al primo piano, i dipinti sono stati tolti durante il regno di Carlo Alberto, mentre in questa sala, alcuni sono diventati sovrapporte.

Vicino alla finestra due scene dell’Assedio di Pizzighettone,      dall’altra parte l’Assedio di Asti.

Alle pareti :l’Assedio di Tortona, l’Assedio di Pizzighettone, l’Assedio di Savona, l’Assedio di Milano e la Resa del Castello di Milano.

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SALA DEL BILIARDO

Sala da Parata della Duchessa d’Aosta, diventata poi, Sala d’Aspetto dell’appartamento dei Principi. 

La stanza ha ancora le decorazioni che gli architetti Piacenza e Randoni hanno eseguito.

E’ stata chiamata Sala del Biliardo, negli anni Venti del ‘900 per volontà del Principe Umberto che ha fatto mettere alle pareti quadri raffiguranti battaglie. Tenendo anche arredi del ‘700 (il salotto e le sedie).

Giacinto La Pegna e Giovanni Pietro Verdussen,hanno eseguito le opere.

Umberto ha voluto il biliardo al centro della stanza, ma purtroppo è andato perduto ed è stato sostituito con un altro commissionato dal Duca di Genova per il Castello di Agliè.

SALA ROSSA D’ANGOLO

Gabinetto d’Udienza della Duchessa d’Aosta ,che gli architetti Piacenza e Randoni hanno progettato.

L’ambiente ha ancora le decorazioni di quel periodo, fra cui il dipinto del soffitto di Giovanni Comandù, che  raffigura “La Somma Sapienza che incorona il Merito” con allegorie delle scienze nelle quattro lunette.

Giovenale Bongioanni ha eseguito le sovrapporte del 700 e i due ovali sulle specchiere, con i ritratti di Carlo Emanuele III e la seconda moglie Polissena d’Assia.

Di Giuseppe Maria Bonzanigo è il tavolo a muro in legno intagliato e dorato,nella sua posizione originaria.

SALA GIALLA VERSO IL GIARDINO

Camera da letto della Duchessa d’Aosta, la sala è stata nell’800 lo studio dei Principi.

Nel secolo successivo il Principe Umberto ha voluto inserire un salotto composto da un divano,  poltrone,  sedie e  sgabelli rivestiti di tessuto a righe gialle uguale alla tappezzeria.Da qui il nome di Salone Giallo.

Al tardo ‘700 su progetto degli architetti Piacenza e Randoni sono state eseguite le sovrapporte con scene mitologiche di Giuseppe Paladino.

Al suo gruppo si deve il dipinto del soffitto, dedicato a Venere incoronata di fiori che riceve l’offerta delle primizie delle ninfe della Gioventù.

Nello stesso periodo Giuseppe Maria Bonzanigo ha eseguito anche le decorazioni di legno e i due cassettoni .

I ritratti di Vittorio Amedeo III, Maria Antonia Ferdinanda e Maria Teresa d’Asburgo – Este sono negli ovali sulle specchiere

SALOTTO CINESE VERSO IL GIARDINO

Gabinetto di Toeletta delle Duchessa d’Aosta, l’ambiente conserva le decorazioni realizzate dagli scultori Giuseppe Maria Bonzanigo e Francesco Bolgiè nell’ambito dei lavori eseguiti nel tardo Settecento.

Le lacche applicate alle pareti furono ricavate da paraventi provenienti dall’Oriente. Non tutti i pannelli sono però originali.

Il pittore Michele Antonio Rapous ha realizzato  imitazioni  di pannelli per il rivestimento delle pareti e per gli scuri della finestra.

Lo stesso artista ha ritoccato diversi soggetti raffigurati nei pannelli originali.

Su ispirazione orientale fu realizzata parte della decorazione del rivestimento in legno delle pareti e del soffitto. Nella loro collocazione originaria compaiono quattro comodini opera di Biagio Ferrero.

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SALA DELLE UDIENZE

Camera da Letto del Duca d’Aosta  la sala è diventata nell’Ottocento camera da letto dei reali Principi.Il Principe Umberto ha trasformato questa camera  in Sala delle Udienze.

Al ‘700 risalgono gli arredi di legno attribuiti allo scultore Biagio Ferrero, il dipinto della volta attribuito a Leonardo Marini e le sovrapporte di Pietro Cuniberti.

 Nel ‘900 Umberto ha fatto inserire arredi Luigi XVI in linea con la decorazione della sala, come il tavolo a muro a mezzaluna attribuito a Giuseppe Maria Bonzanigo e una coppia di cassettoni probabilmente dello stesso artista.

I ritratti di Vittorio Amedeo III e della consorte Maria Antonia Ferdinanda sono sulle specchiere.

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SALOTTO DEL BALCONE

Stanza che unisce le sale una volta dei Duchi d’Aosta, alle stanze dell’appartamento nuziale utilizzate dal Principe Umberto come ambienti privati

E’ chiamato così per l’accesso a una piccola loggia che permette l’affaccio sui Giardini.

 Il piccolo ambiente presenta di fronte al balcone due rientranze:                                         un gabinetto con pregadio              e una nicchia con cassaforte            

Lo zoccolo ispirato al gusto per le cineserie risale ai lavori svolti  in occasione delle nozze del Principe Carlo Emanuele con Anna Cristina Luigia di Baviera.

CAMERA DA LETTO DI UMBERTO II

Camera da letto del Principe Carlo Emanuele IV, ha avuto la stessa funzione per il Principe Umberto.

Meravigliosa è la decorazione del soffitto:                                                    al centro la tela che rappresenta    ” Il Carro e il trionfo dell’Aurora” eseguita da  Francesco   Beaumont.                                Intorno dipinti con Puttini che scherzano  e portano corone.

Beaumont ha eseguito i dipinti vicino alle finestre e le sovrapporte con storie bibliche.

I ritratti di Carlo Emanuele III e Maria Antonia Ferdinanda sono sulle specchiere, accanto al sovrano, compare Vittorio Amedeo III e a lato Elisabetta Teresa di Lorena. terza moglie di Carlo Emanuele III.

Intorno agli infissi delle porte pezzettini della tappezzeria originale . Il letto esposto viene dai depositi della residenza ed è uguale a quello utilizzato in questa sala da Umberto.

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STUDIO DI UMBERTO II

Già Sala di udienza del Duca di Savoia e del Principe Carlo Emanuele IV, la stanza è stata lo studio di Umberto II.

Nel soffitto a cassettoni si notano riquadri con piccole volte a cupoletta.

 Le sovrapporte rappresentano Storie di Cesare e Alessandro Francesco De Mura ha realizzato queste opere.

Alle pareti arazzi della serie  Storie di Don Chisciotte di cui restano altri esempi nel percorso. Poltrone, sedie, sgabelli e divano sono in stile Luigi XV.

SALA D’ANGOLO PRESSO IL TERRAZZO (STUDIO)

Era lo studio di Vittorio Emanuele II,e la Sala è stata utilizzata da Umberto per la stessa cosa.

Il soffitto a cassettoni è decorato con Azioni simboliche di volanti, eseguite da Beaumont.

Uguali decorazioni restano sul lato esterno delle porte, mentre il lato interno mostra uccelli. fiori e motivi ornamentali alla cinese.

 Le sovrapporte appartengono alla serie delle Storie di Cesare. Le cornici di porte e sovrapporte risalgono agli interventi che  Alfieri ha effettuato.

Così come il disegno delle specchiere, ornate da ovali con i ritratti di Vittorio Amedeo III e della consorte Maria Antonia Ferdinanda.

La coppia è raffigurata in età giovanile nella grande tela, opera di Domenico Duprà, insieme a una parte  numerosa dei figli  che sarebbero nati dalla loro unione.

Sulla parete opposta l’immagine di Carlo Emanuele III, è stata inserita sopra alla scrivania da parete in stile Luigi XV, proveniente dalla Reggia di Colorno presso Parma.

 Viene attribuita all’ebanista Jean Pierre Latz, autore anche della scrivania utilizzata dal Presidente della Repubblica nel Palazzo del Quirinale.

 Il tappeto, con fogliame e ragruppamenti di rami stilizzati, riprendono motivi tipici dei tessuti di provenienza indiana  alla moda in europea, alla metà dell’Ottocento.

SALA DELLE UDIENZE

Già sala delle Udienze nel XVIII secolo, ha mantenuto questa funzione anche nel XX secolo.La Sala ha un soffitto del ‘600, ritoccato però verso la metà del secolo successivo.

Vennero inserite nelle cavità del soffitto, ghirlande fiorite che hanno i monogrammi intrecciati di Vittorio Amedeo III e Maria Antonia Ferdinanda, sono stati replicati anche sulle imposte delle finestre.

 Alla fase alfieriana risalgono gli specchi profilati da cornici in legno dorato, i rivestimenti in legno, i tavolini e anche gli scrittoi in legno rivestiti in marmi diversi.

In occasione delle nozze di Vittorio Emanuele II e Maria Adelaide d’Asburgo è stato realizzato il grande tappeto della metà dell’800.

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SALA ROSSA

Prima sala dell’appartamento delle Principesse consorti, degli eredi al trono.

Maria Adelaide di Asburgo ha abitato quì, e ha sposato nel 1842 il futuro re d’Italia Vittorio Emanuele II. La Principessa di Piemonte Maria José del Belgio ha  sposato nel 1930 il Principe Umberto, anche lei vi ha vissuto.

Composta soltanto da quattro sale,
Nel soffitto a cassettoni, abbellito da raffigurazioni di putti, si vedono ancora tracce dell’antica decorazione del ‘600.

Alle pareti  dipinti che Carlo Alberto ha commissionato nel 1830,  tre opere che  Massimo d’Azeglio ha realizzato:          

La Battaglia di San Quintino,             

Le truppe di Re Carlo Emanuele III fanno strage dei Francesi respinti dalle alture dell’Assietta,                 

Nizza valorosamente difesa, scampa dalle mani dei Francesi e dei Turchi.

C’è anche una tela di Francesco Gonin  “La Battaglia di Mombaldone”.

Gli arredi in messi al centro della sala, si devono al gusto del Principe Umberto.

Straordinario il parquet in legno intarsiato che Gabriele Capello, detto il Moncalvo ha eseguito su disegno di Pelagio Palagi.

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SALA BLU

Denominata Sala Blu è stata utilizzato come Sala di Udienza dalla Principessa Maria José durante la sua permanenza torinese tra il 1930 e il 1933.

Qui la Principessa ha accolto a corte, intellettuali, letterati, musicisti e spesso li ha intrattenuti  suonando il pianoforte.

Il soffitto ha decorazioni pittoriche e grandi figure con strumenti musicali.

Le pareti hanno dipinti  della storia sabauda, mentre gli arredi sono:

un salotto centrale con divano circolare (al cui centro c’è il gruppo di marmo che Giuseppe Albertroni ha eseguito,che raffigura i tre figli di Vittorio Emanuele II)

a fianco uno splendido tronetto e intorno due salotti distinti, dotati di sedie palagiane e di tavoli in legno intarsiato realizzati  alla metà del XIX secolo.

Sui tavolinetti, due vasi dell’800 portati nel Palazzo durante il regno di Vittorio Emanuele II.

CAMERA DA LETTO DI MARIA JOSE’

Stanza da letto di Maria Adelaide, e poi di Maria José, l’ambiente conserva il soffitto a cassettoni della prima metà del XIX secolo. Negli scomparti si notano figure volanti e amorini con attributi nuziali.

L’arredo della sala è caratterizzato da legni pregiati ed applicazioni di bronzo dorato come nel caso dei due scrittoi messi al centro.

Il letto a baldacchino usato da Maria Adelaide è stato sostituito in occasione del matrimonio tra Umberto di Savoia e Maria José nel 1930 con il modello oggi presente.

BOUDOIR DI MARIA JOSE’

Splendido salotto, è stato utilizzato come piccolo studio anche dal Presidente Luigi Einaudi tra il 1948 e il 1950 quando l’appartamento della Principessa di Piemonte è stato destinato ad ospitare il Presidente della Repubblica Italiana in occasione delle visite torinesi.

 E’ composto da raffinati arredi, dal tavolo al mobiletto porta carte, dal tavolino rotondo al paracamino. Sono stati realizzati da Gabriele Capello detto il Moncalvo in legno d’acero, su disegno di Pelagio Palagi.

Pietro Ayres, allievo del Palagi ha fatto il soffitto diviso da cornicette dorate a rilievo.

Il piccolo corridoio utilizzato come guardaroba della camera da letto della Principessa, conserva le armadiate originali dell’800 ancora intatte, come agli appendiabiti in legno.

STORIA DELL’APPARTAMENTO DI MADAMA FELICITA

Il piano terreno ospita l’appartamento maggiormente utilizzato nel tempo da figure femminili di Casa Savoia. All’epoca della sua costruzione, a fine XVII secolo, Maria Adelaide e Maria Gabriella figlie di Vittorio Amedeo II, vi hanno alloggiato.

Per le decorazioni, Vittorio ha chiamato artisti come:       Daniel Seyter che ha fatto la decorazioni pittorica della volta della Sala da Parata rappresenta i Quattro Elementi

Bartolomeo Guidobono ha eseguito l’affresco della Sala di Passaggio che raffigura Divinità dell’Olimpo tra putti e fiori.

Venne poi fatto un secondo importante intervento decorativo, per volontà di Vittorio Amedeo III, gli ambienti sono stati trasformati per ospitarvi la sorella Maria Felicita.

Giuseppe Maria Bonzanigo ha realizzato gli arredie eFrancesco Bolgiè  ha costruito le angoliere del Gabinetto di Toeletta.

A quei tempi l’ingresso avveniva tramite anticamere orientate verso il cortile, oggi riscoperte e restaurate.

Anticamere

Il Piccolo Gabinetto d’Entrata detto dello Svizzero è decorato da ricchi stucchi.  

Gabinetto delle Guardie del Corpo.

La Camera dei Valets 

La Camera dei paggi in cui si ritrovano decorazioni di fine settecento.

Durante il XIX secolo continuarono gli ammodernamenti  dovuti,prima alla visita dell’Imperatrice di Russia Alessandra Federowna.

Poi in occasione del matrimonio tra Amedeo Duca d’Aosta e la nipote Maria Letizia Napoleone che hanno scelto questo Appartamento come propria residenza.

Infine, a partire dagli anni venti del ‘900, questi saloni sono stati saltuariamente abitati dalla regina Elena il cui consorte, Vittorio Emanuele III, ha  dimorato nel vicino appartamento di facciata.

 

 

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STORIA DELLE CUCINE

Con il ritorno dei Savoia i locali di lavoro, così come le sale di rappresentanza, sono stati revisionati, compresa la Reale Cucina, la piccola cucina a levante dell’Appartamento delle Principesse” e la “cantina del vino della Reale Famiglia”.

L’ascesa al trono di Carlo Alberto e il rinnovamento che lo accompagna, arriva anche nelle cucine.

 Al capo cuoco Domenico Gromont sono affidate le cucine, con l’aiuto di Giovani Vialardi, che raccoglierà le ricette di corte raggiungendo la fama.

Durante il regno di Vittorio Emanuele II è avvenuto il trasloco delle cucine dai sotterranei del padiglione nord-est a quelli del padiglione nord-ovest.

E’ stato aggiunto un nuovo locale per la cottura dei cibi, agli ambienti già esistenti.

E’ stata inoltre realizzata la nuova bottiglieria dotata di scaffali in legno. ancora conservata.

L’ultima fase di interventi coincide con l’ultima fase di vita del Palazzo come residenza sabauda. Nuovi moderni forni, ghiacciaie, spiedi, montacarichi si aggiungono al servizio della tavola dei sovrani.

Oltre ai locali per la cottura dei cibi, vi sono due ghiacciaie, una sala per la distribuzione dei cibi, un locale per il lavaggio delle stoviglie e una cantina per i vini.

Quindici sale articolate tra cucina del Re (Vittorio Emanuele III) e un’altra a specifico uso del suo erede, il Principe di Piemonte Umberto, (futuro Umberto II) la cui presenza a Palazzo tra il 1925 e il 1932 ha costituito il filo conduttore per il restauro e la presentazione dei locali.

 

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