Palazzo Reale- Torino-2022-2° PIANO – Appartamento dei Principi di Piemonte

Ferdinando Gallo -Palazzo Reale -Torino-Guida completa-2022

Ferdinando Gallo -Palazzo Reale -Torino-Guida completa-2022.  Situato al centro di Torino, Palazzo Reale, fu centro di potere della Dinastia Sabauda  (Foto) . Progettato dall’Architetto “Ascanio Vittozzi”,l’edifico era collegato a Palazzo Madama grazie alla Grande Galleria. Il Palazzo Reale si suddivide in: 1° PIANO – PIANO NOBILE DI RAPPRESENTANZA 2° PIANO – APPARTAMENTO DEI PRINCIPI DI PIEMONTE Palazzo Reale – Foto Link Ferdinando Gallo -Palazzo Reale -Guida completa-SCALONE D’ONORE Lo Scalone d’Onore è l’accesso di Palazzo Reale, frutto di un rifacimento eseguito dall’architetto Ferri a partire dal 1862  per volontà di Vittorio Emanuele II  primo Re d’Italia. Del precedente scalone del seicento, resta solo il monumento equestre di   Vittorio Amedeo I. Il nuovo Scalone ottocentesco, in marmo bianco,ha celebrato  i Savoia, in occasione della salita al trono d’Italia di Vittorio Emanuele II, nel 1861. Percorrendo la scala abbellita da candelieri in bronzo e dalla balaustra in marmo, si arriva anche ad un livello intermedio con la statua di Emanuele Filiberto, di fronte a quella del re Carlo Alberto, padre di Vittorio Emanuele II.  La volta eseguita da Paolo Emilio Morgari mostra “l’Apoteosi di Carlo Alberto confrontato con Emanuele Filiberto”. Sulle pareti ci sono quattro dipinti che raccontano soprattutto episodi rilevanti dei Savoia: A destra Il dipinto di Gaetano Ferri “Il matrimonio di Oddone con Adelaide, Contessa di Torino”. Il dipinto di Andrea Gastaldi “Tommaso I nell’atto di dare la libertà ad alcune città del suo Stato” A sinistra Il dipinto di Enrico Gamba ” Carlo Emanuele I che intima guerra alla Spagna”. Il dipinto di Giuseppe Bertini “Torquato Tasso alla Corte di Savoia”. Durante l’incendio alla vicina Cappella della Sindone, nel 1997 lo Scalone ha subito gravi danni, anche per la grande quantità di acqua che fu utilizzata per spegnere le fiamme. 1° PIANO – PIANO NOBILE DI RAPPRESENTANZA Ferdinando Gallo -Palazzo Reale -Guida completa-SALONE DELLA GUARDIA SVIZZERA Questa stanza è la più imponente del Palazzo. Ha soprattutto la funzione di collegare le varie parti dell’edificio. Permette l’entrata agli Appartamenti Reali, all’Appartamento del Principe al Secondo piano e alla galleria della Sindone, con l’ingresso alla Cappella di Guarino Guarini. Fungeva anche da Salone di Rappresentanza. A quel tempo era chiamato “Sala delle Glorie Sassoni “ per le pitture murali che ancora ne decorano il fregio (Eseguita dai fratelli Fea di Chieri,nel 1660) .Vi sono rappresentati i Principi Sassoni discendenti da Vitichindo (dai quali i Savoia,  facevano risalire l’origine della dinastia.) Fu poi chiamato “Salone della Guardia Svizzera” per la presenza del corpo militare che lo presidiava. Ha un grande camino, con sopra tre Putti in marmo del cinquecento e tre busti di imperatori romani, opera di Alessandro Casella e Carlo Pozzo. Dalla parte opposta si trova il quadro di Jacopo Palma il Giovane, che raffigura “La Battaglia di S. Quintino” avvenuta nel 1557. L’opera era stata commissionata da Carlo Emanuele I, nella seconda metà del cinquecento. A questa battaglia ha preso parte Emanuele Filiberto di Savoia, che ha guidato alla vittoria le armate spagnole sui francesi. A seguito di questa vittoria, seguirono i trattati di Cateau-Cambresis grazie ai quali, nel 1563, ci fu il trasferimento della capitale del ducato da Chambéry a Torino. Nell’800, Carlo Alberto incaricò Pelagio Palagi, di rinnovare il Salone. Fu rifatto il soffitto a cassettoni e nel 1842 Carlo Bellosio realizzò la tempera centrale raffigurante Il Conte Verde, Amedeo VI, nell’atto di istituire “L’ordine supremo della Santissima Annunziata nel 1362”. Le pareti, furono rifinite con stucco lucido che imitava il marmo verde di Susa (con cui furono realizzati il basamento e i due tavoli a muro), al di sotto dei quali si vedono ancora le bocche di calore (utilizzate già nell’800 per riscaldare diversi ambienti,). Palagi ha disegnato anche i grandi candelieri in bronzo che funzionavano a gas e poi  furono elettrificati. Ferdinando Gallo -Palazzo Reale -Guida completa-SALA DEI CORAZZIERI Anticamente chiamata Sala delle Dignità per l’apparato decorativo seicentesco. In seguito a un incendio, questa anticamera ha cambiato il suo nome nell’attuale, dovuto al corpo di guardia che un tempo  sorvegliava la sala. Il soffitto ricostruito nel 1844 su disegno di Pelagio Palagi, rimase incompiuto per l’improvvisa morte del pittore Carlo Bellosio a cui erano state commissionati i dipinti. Carlo Alberto commissionò le tre grandi tele:  destra Dipinto di Francesco Podesti “Il giudizio di Salomone”  centro Dipinto di Vincenzo Rasori “Guglielmo Embriaco alla presa di Cesarea, vi conquista il Sacro Catino” sinistra Dipinto di Francesco Hayez “La sete patita dai primi crociati a Gerusalemme”  I due arazzi, raffiguranti L’Acqua e La Terra, sono opere tardo ‘600 della manifattura francese di Beauvais. Ferdinando Gallo -Palazzo Reale -Guida completa-SALA DEGLI STAFFIERI E’ la seconda anticamera d’accesso all’Appartamento Reale. Era chiamata” Sala della Virtù” per il soggetto rappresentato da Amanzio Prelasca al centro del soffitto seicentesco:                          La Virtù incoronata da Pallade e che ha ai suoi piedi una Chimera incatenata. Venne chiamata “Sala degli Staffieri” che era il corpo di guardia speciale, che aiutava il Sovrano nella vestizione da cavaliere e nella salita a cavallo. Le virtù che hanno distinto i principi sabaudi sono state raffigurate nei dipinti del fregio. Importanti tele vennero collocate come sovrapporte nel secondo dopoguerra in sostituzione di piccoli arazzi trasferiti a Roma in quegli anni. I dipinti sono opera di diversi pittori. Sebastiano Ricci è l’autore della Benedizione dei figli di Giuseppe e Agar nel deserto. Ricoprono tutte le pareti,otto importanti arazzi (recentemente sono stati ricollocati) che illustrano le gesta di Enea e Didone. Vennero realizzati seguendo i settecenteschi bozzetti dipinti da Francesco De Mura esposti a centro sala.  L’orologio sulla mensola del camino si associa ad una coppia di candelieri in bronzo dorato di manifattura parigina. Gli sgabelli a tenaglia e i tavolini sagomati in marmo su cui sono collocati vasi cinesi del ‘700, risalgono al XVIII secolo. , Ferdinando Gallo -Palazzo Reale -Guida completa-SALA DEI PAGGI Era chiamata Sala delle Vittorie per il soggetto della tela centrale del soffitto.  Giovanni Paolo e Giovanni Antonio Recchi raffigurarono la Vittoria nell’atto di distribuire palme e corone e la Fama che con la tromba

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